Idea per un sistema di arbitrato civile e commerciale gestito in modo virtuale - Versione 2.0

Pensando al fatto che i tribunali civili italiani hanno da tempo un carico di cause arretrate molto elevato, in particolare per le controversie commerciali tra aziende, e a come si potrebbe alleviare questo problema per le materie che la legge consente di risolvere in via privata, ho concepito questo sistema. Ci ho ragionato un po' e valutato alcune soluzioni che mi sono venute in mente.

Premessa importante : questo sistema riguarda esclusivamente controversie civili e commerciali su diritti disponibili (ad esempio contratti tra aziende), per le quali la legge italiana ammette già l'arbitrato (artt. 806 e seguenti del Codice di Procedura Civile) come alternativa al tribunale ordinario. Non è applicabile a processi penali né a materie su diritti indisponibili, che restano di competenza esclusiva della magistratura ordinaria.

La migliore soluzione che mi è venuta in mente è questa : creare una sorta di gestione degli arbitrati "virtuale". In un portale dedicato si caricano tutti i dati della controversia (quindi se la documentazione è cartacea è tutta da scansionare e andrebbe digitalizzata). Poi gli avvocati e gli arbitri dovrebbero iscriversi per poter partecipare specificando le loro competenze, i loro dati anagrafici, l'iscrizione agli albi professionali richiesti (per gli arbitri, requisito già previsto dalla normativa sull'arbitrato) oltre che le coordinate per effettuare i pagamenti. A quel punto il portale, con un algoritmo, crea delle "camere arbitrali virtuali" : vengono assegnati gli avvocati di ambo le parti (uno o più a seconda della quantità di documentazione che fa parte del caso e anche in base alle competenze degli avvocati) e vengono proposti alle parti uno o più arbitri tra quelli disponibili, competenti nella materia specifica, tendenzialmente con più anni di esperienza. A differenza degli avvocati (che possono restare protetti da un nickname nei confronti della controparte per tutelarli da eventuali ritorsioni), l'identità degli arbitri dev'essere sempre nota a entrambe le parti, che hanno diritto di conoscerla e di chiederne la ricusazione in caso di conflitto d'interessi, come previsto dalla legge. Tutto questo procedimento crea delle aule virtuali utilizzando ad esempio uno strumento come Slack (uno spazio di lavoro per ogni causa dove ci sono 5 stanze principalmente : 'avvocati parte attrice', 'avvocati parte convenuta', 'spazio comune avvocati', 'udienze arbitrali' e 'comunicazioni generali'), in cui le persone possono dibattere scrivendo, scambiare materiale di ogni tipo e se necessario anche fare videoconferenze. Ovviamente i relativi avvocati coinvolti possono accedere solo alle stanze a cui hanno diritto, sempre stabilite dall'algoritmo in base al buon senso. Il compenso degli arbitri non viene pagato direttamente dall'azienda che ha come controparte nella propria causa, ma versato in anticipo da entrambe le parti in un fondo neutro gestito dal portale (come già avviene nelle camere arbitrali esistenti), in modo da evitare qualsiasi conflitto d'interessi. Quindi il portale, oltre a creare questi spazi virtuali per la gestione degli arbitrati, gestisce anche i pagamenti, il contratto con cui avvocati e arbitri sono ingaggiati, le tempistiche e le regole (che devono comunque rispettare quanto previsto dal Codice di Procedura Civile in materia di arbitrato). Questo approccio a parer mio sarebbe veramente utile, perché : Per quanto riguarda la gestione del portale, gli operatori dovrebbero occuparsi di gestire il fondo dei compensi e smistarlo agli avvocati e agli arbitri in base a quanto stabilito, oltre che di fare controlli di routine per verificare che il sistema funzioni regolarmente e nel rispetto della normativa sull'arbitrato. Oltre a questo dovrebbero restare a disposizione di avvocati e arbitri per eventuali necessità o per raccogliere feedback su ulteriori implementazioni per migliorare il sistema.

Per essere operativo, un sistema come questo dovrebbe essere realizzato da una camera arbitrale riconosciuta o in collaborazione con una di esse, in modo da rispettare tutti i requisiti di legge; questa è solo una bozza dell'idea, che riguarda principalmente l'aspetto organizzativo e digitale, non quello normativo. Il concetto di base comunque è quello di usare camere arbitrali virtuali per rendere più veloce ed economica la risoluzione delle controversie commerciali tra aziende, senza intaccare in alcun modo la giustizia ordinaria per le materie che la legge riserva ad essa (in primis, il penale).

Scritto da : Marco Bagnaresi
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